sab 25 gen | Museo Civico Gaetano Filangieri

Il coraggio di essere Frida - Vernissage e mostra

La nostra identità è preziosa come lo è un’opera d’arte perché il processo di accettazione e raggiungimento della pienezza del proprio sé è lungo e spesso doloroso. Nel progetto "Il coraggio di essere Frida" si vuole parlare della diversità e della dignità del sé.
La registrazione è completa.
Il coraggio di essere Frida - Vernissage e mostra

Orario & Sede

25 gen 2020, 11:00
Museo Civico Gaetano Filangieri, Via Duomo, 288, 80138 Napoli NA, Italia

Info sull'evento

Parlare oggi di diversità è quasi una moda, se ne sente parlare continuamente: diversità di genere o di cultura. Il concetto di diversità però non è un concetto nuovo. È un concetto in continua evoluzione, come è in continua evoluzione quello di società e di conformazione alla stessa. 

Una delle definizioni di “diversità” è: “Condizione di chi è considerato da altri, o considera sé stesso, estraneo rispetto a una presunta normalità di razza, propensioni sessuali, comportamenti sociali, scelte di vita”.

È interessante il riferimento ad una “presunta normalità”, quasi a voler indicare che in effetti il concetto di “normalità” è relativo, come d’altronde quello di “diversità”. “Normale” e “diverso” da chi? Una persona può essere considerata “diversa” in Italia ma “normale” in un altro Paese del mondo. 

Eppure, sul piano sociale è scontato ritenere “diverse” alcune categorie di persone. È talmente ovvio che spesso ci dimentichiamo che in fondo siamo tutti gemelli diversi, simili ma mai uguali. Siamo tutti diversi semplicemente perché nessun essere umano può essere o diventare uguale ad un altro. 

Nel progetto "Il coraggio di essere Frida" si vuole parlare della diversità e della dignità del sé. Tutti possono essere Frida, perché lei rappresenta l’esempio estremo di elaborazione ed accettazione di sé.

Frida Kahlo ha un vissuto forte, colmo di dolore e delusioni. Chiunque si sarebbe piegato alla durezza del destino per soccombere alle regole di una società che ne avrebbe fatto volentieri un’emarginata, perché in fondo la “diversità” è spesso scomoda per la società e per coloro che si conformano alle norme sociali, ed è per questo che i “diversi” sono spesso emarginati perché non accettati dalla società e da sé stessi e ciò causa sofferenza.

Frida non pensava che sarebbe diventata una grande artista. Per lei dipingere significava “auto curarsi”: non era consapevole che stava entrando in contatto con le strutture emozionali più profonde di sé, elaborandone il contenuto e portandolo sul piano sensibile per farlo divenire un’esperienza estetica. Frida Kahlo è un’artista che ha reso opera d’arte, condivisibile e fruibile dagli altri, il suo stesso dolore e la fragilità umana. Lo ha fatto raccontando il suo corpo martoriato riprodotto come un oggetto reale ma anche simbolico. La sua fisicità si eleva da esperienza individuale a valore universale che ogni persona può riconoscere e comprendere empaticamente. 

Tutti possiamo essere Frida perché tutti possiamo essere noi stessi. È la nostra stessa natura di essere umani a richiederci di passare dal piano sociologico a quello psicologico. Accettare la nostra diversità in quanto individui sarà il primo passo verso l’elaborazione dei contenuti inconsci e della loro esternazione, contenuti che potranno così essere comunicati agli altri attraverso momenti di condivisione di esperienze estetiche. Tutti siamo Frida Kahlo e tutti siamo un’opera d’arte.

Il progetto

“Il coraggio di essere Frida” ha avuto inizio nel 2016 con il coinvolgimento di persone comuni che si sono messe in gioco accettando di esporre la propria essenza in un momento fotografico di grande intensità. Gli scatti sono stati realizzati dal fotografo Alessandro Tarantino, mentre i capi indossati e lo styling delle immagini portano la firma della designer Susi Sposito. Il tutto coordinato e progettato per rendere omaggio a Frida Kahlo.

Il progetto mira a celebrare la diversità come “unicità” dell’essere umano, perché, per quanto simili, siamo tutti “diversi” e “unici”, come unici sono gli abiti della designer Susi Sposito: ogni capolavoro celebra l’unicità e la bellezza di ogni donna che incontra nel suo percorso. 

L'evento

Il 25 e 26 gennaio 2020, al Museo Filangieri di Napoli, saranno esposti gli abiti della designer Susi Sposito e le foto di Alessandro Tarantino, come omaggio a Frida Khalo e all’essenza del capolavoro umano. L'evento inizierà alle ore 11:00 del 25 gennaio 2020 con l'apertura della mostra, con le allieve della scuola Arte Danza di Susy Contino che danzeranno sulle note di "Historia de un amor" con una coreografia creata per l'occasione. Questo momento artistico sarà poi seguito da una degustazione della Falanghina dei Campi Flegrei a cura delle cantine Farro

Sarà in esposizione un'opera omaggio a Frida Khalo dell'arista Claudia Mazzitelli.

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